I tre Metodi di Canto più famosi a confronto

di Giovanna Bussandri

Per ogni insegnante di canto esiste una tecnica vocale diversa, ci avete fatto caso?

Durante le conferenze, nei corridoi e in studio, gli insegnanti di canto sono costantemente alla ricerca di nuovi approcci per lavorare con la voce. Ma sebbene ci siano molti modi per insegnare a cantare, alcune tecniche vocali sono più popolari di altre e più “riconosciute” perché tendono a produrre risultati o perché sono storicizzate pensiamo al Voicecraft di Jo Estill già codificato negli anni ’80

Molte di queste tecniche vocali esistono da tempo. Questo significa che, facendo un po’ di ricerca, potete capire quale tra queste tecniche potrebbe aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi più rapidamente.

Ma, a mio avviso, occorre fare delle distinzioni perché tecniche vocali diverse sono efficaci per scopi diversi ed è bene tenere a mente questo concetto.

Mi concentrerò qui sulle tre tecniche vocali più popolari per la vocalità moderna.

Speech Level, Estill e Complete Vocal Technique

Molti cantanti si chiedono quale sia la migliore tecnica vocale ma òa domanda giusta è: Qual è la tecnica di canto migliore per me? Tutto dipende infatti dagli obiettivi e da ciò che si vuole ottenere dalla propria voce.

Parliamo quindi delle tre tecniche vocali più popolari: Speech Level Singing, Estill Voice Training e Complete Vocal Technique. Poi analizzeremo per cosa è utile ciascuna di esse.

Una precisazione:
Non rappresento ufficialmente nessuna di queste tecniche vocali. Sono solo un insegnante di canto che ha prima di tutto studiato e fatto ricerca in ambito vocale per sé e per i propri allievi.

Inoltre, dato che spesso nel campo della formazione vocale, si tende ad utilizzare termini tecnici che gli allievi non comprendono, ho cercato di spiegare ciascuna di queste tecniche in modo semplice.

1. Speech Level Singing (SLS)

Cos’è lo Speech Level Singing?

Speech Level Singing (SLS) è una tecnica vocale ideata da Seth Riggs, un vocal coach di formazione classica che vive a Los Angeles, dove ha insegnato per molti anni anche avendo allievi degni di nota.

Infatti, insoddisfatto dell’insegnamento del canto a livello universitario, Riggs si concentrò sulle lezioni private e creò un sistema di formazione per insegnanti basato sugli ideali vocali del Belcanto. Nacque così il metodo Speech Level Singing.

L’ispirazione di Riggs per creare questa tecnica venne appunto dai suoi studi sulla Schola Cantorum e sul Belcanto mentre conseguiva un master in teatro d’opera. Il libro che lo rese celebre è Singing For The Stars – A Complete Program For Training Your Voice.

Come funziona lo Speech Level Singing?

Il principio di base dello SLS è che i cantanti devono mantenere la stessa posizione laringea e la configurazione del tratto vocale che usano nel parlato, mentre estendono il loro range.

L’idea centrale è che quando si parla, non si avverte tensione o manipolazione nella voce perché lo scopo principale è comunicare. Lo stesso dovrebbe accadere quando si canta.

Uno dei problemi più comuni nel canto è la presenza di un “break” che si verifica nel passaggio di registri.

Quali sono i registri del canto?

Un registro è una sequenza di note che condividono un suono omogeneo e una coordinazione muscolare simile, come la voce di petto o la voce di testa. Nella pedagogia vocale tradizionale, questi vengono comunemente identificati come:

  • Voce di petto (chest voice)
  • Voce di testa (head voice)
  • Voce mista (mixed voice)
  • Falsetto

Oggi sappiamo che a questi si aggiungono Vocal Fry e Whistle.

Quando un cantante passa dalle note più basse a quelle più alte della sua estensione vocale, spesso si verifica una rottura o una disconnessione nel falsetto. Il metodo SLS sostiene che questa rottura è causata dalla tensione nel passaggio tra le diverse aree della voce. Per risolvere questo problema, SLS propone esercizi per unificare i registri, evitando l’uso eccessivo del falsetto o del petto. Il risultato finale è una voce uniforme, senza interruzioni o sforzo. Inoltre, Riggs riteneva essenziale mantenere una laringe stabile mentre si canta, per prevenire tensioni e migliorare la qualità vocale.

Obiettivo dello Speech Level Singing

Il Speech Level Singing è stato ideato per aiutare i cantanti a superare questa rottura o disconnessione tra i registri. SLS utilizza esercizi progettati per permettere alla voce di mantenere un suono costante a livello del parlato (speech-level) lungo tutta l’estensione vocale. L’idea è quella di unire i diversi registri, invece di forzare la voce (yell) o passare bruscamente al falsetto.

Il risultato finale è una voce uniforme, in cui i registri sono così ben fusi tra loro da eliminare qualsiasi rottura o tensione perché Riggs sosteneva : “Cantare non dovrebbe essere più difficile che parlare”.

Nello Speech Level Singing, questa fusione dei registri viene chiamata mix. Durante la miscelazione dei registri, il signor Riggs ritiene che sia fondamentale mantenere la laringe a riposo.

La laringe è l’organo muscolare che contiene le corde vocali. Quando un cantante canta note alte la laringe tende a sollevarsi e quando canta note basse la laringe tende a scendere proprio come un piccolo montacarichi.

E’ facile comprendere che un metodo così formulato presentava delle lacune o comunque delle limitazioni ed è stato fortemente criticato.

Perché questo metodo implica delle limitazioni? Perché cantare con una laringe mediana evitando completamente la configurazione del tratto vocale con laringe più alta come nella voce mista o più bassa come nella voce di petto, limita la capacità di cantare a una gamma ridotta di note.

Inoltre il metodo di Riggs si concentra sul rafforzamento dei meccanismi tiroaritenoidei, tralasciando i muscoli cricotiroidei che sono quelli effettivamente responsabili dell’estensione in altezza.

La ricerca di Seth Riggs è quella di un suono morbido e arioso, che può funzionare in alcuni stili pop ma questa tecnica non funzionerebbe nel musical, se non in alcuni brani molto specifici con sezioni più leggere che non prevedono l’uso del belting.

E’ sicuramente un buon metodo per iniziare ma non il metodo definitivo.

2. Estill Voice Training (EVT)

La storia di Estill

Il Metodo Estill è stato creato nel 1988 da Josephine Estill, cantante, ricercatrice vocale e insegnante americana. Nel 1972, Estill divenne insegnante di canto residente presso il Dipartimento di Otorinolaringoiatria del Upstate Medical Center di Syracuse, New York.

Cos’è l’Estill Voice Training?

Grazie alla collaborazione con i migliori ricercatori vocali americani, Estill iniziò a studiare scientificamente il canto utilizzando strumenti avanzati come elettromiografia (EMG), elettroglottografia e videostroboscopia.

Il metodo Estill si basa sulla capacità di controllare in modo consapevole e indipendente i vari elementi anatomici coinvolti nella produzione vocale.

Estill identificò sei qualità vocali principali:

  • Speech (voce parlata)
  • Falsetto
  • Sob (pianto)
  • Twang
  • Opera
  • Belting

E definì 13 strutture vocali su cui i cantanti possono lavorare per ottenere un controllo totale della voce:

  • Pliche vocali vere (attacco e rilascio)True Vocal Folds (Onset/Offset)
  • Pliche vocali false / false corde vocaliFalse Vocal Folds
  • Pliche vocali vere (corpo e copertura)True Vocal Fold (Body-Cover)
  • Cartilagine tiroideaThyroid Cartilage
  • Cartilagine cricoideaCricoid Cartilage
  • Sfintere ariepiglotticoAryepiglottic Sphincter
  • LaringeLarynx
  • LinguaTongue
  • Velo del palato (palato molle)Velum
  • MandibolaJaw
  • LabbraLips
  • Testa e colloHead and Neck
  • TorsoTorso

Gli insegnanti certificati di Estill Voice Training propongono agli allievi esercizi specificamente concepiti per isolare le diverse figure vocali e imparare a utilizzarle in maniera efficace.

L’obiettivo dell’Estill Voice Training

Non è necessario preoccuparsi di memorizzare immediatamente tutte queste qualità e figure vocali. Il concetto fondamentale può essere sintetizzato così:

L’obiettivo dell’Estill Voice Training è imparare a controllare consapevolmente ciascuna di queste strutture, in modo da poter produrre la qualità vocale desiderata.

Ciò significa che il cantante sviluppa consapevolezza dei meccanismi della propria voce e la capacità di esercitare su di essi un controllo intenzionale durante la produzione vocale.

Inoltre, poiché l’Estill Voice Training si fonda sulla ricerca scientifica e sullo studio fisiologico della produzione vocale, è stato utilizzato anche da numerosi professionisti nell’ambito della logopedia e della terapia della voce. Questi specialisti hanno riconosciuto l’utilità dell’Estill Voice Training non soltanto nell’ambito del canto, ma anche nel lavoro terapeutico e riabilitativo sulla voce.

Vantaggi dell’Estill Voice Training

Il metodo Estill permette ai cantanti di avere il massimo controllo sulla propria voce, migliorando la tecnica e la salute vocale.

3. Complete Vocal Technique

La Complete Vocal Technique (CVT) è una tecnica vocale sviluppata da Cathrine Sadolin a partire dal 1992.

Cathrine Sadolin è una cantante e ricercatrice vocale danese di Copenaghen.

Da bambina le fu diagnosticata una grave forma di asma e i medici le consigliarono di prendere lezioni di canto per imparare a gestire meglio la respirazione.

Cathrine Sadolin trovò tuttavia frustranti le lezioni di canto, soprattutto a causa delle informazioni contraddittorie che riceveva dai diversi insegnanti.

Alla fine, Sadolin decise, come lei stessa ha raccontato, di “chiudersi nella propria stanza”, senza uscirne finché non avesse compreso realmente il funzionamento della voce.

Cominciò quindi a studiare l’anatomia e la fisiologia dell’apparato vocale e a esercitarsi nell’imitazione dei suoni prodotti dai suoi cantanti preferiti. Sadolin voleva però evitare quella stessa confusione che aveva sperimentato durante la propria formazione vocale e si pose quindi l’obiettivo di creare una tecnica semplice da comprendere e fondata su dati concreti.

Nel 2000 Cathrine Sadolin pubblicò il libro Complete Vocal Technique.

Con Complete Vocal Technique venne elaborato un vero e proprio sistema per l’apprendimento della tecnica vocale e, nel 2005, Sadolin fondò a Copenaghen il Complete Vocal Institute. Oggi l’Istituto è frequentato sia da professionisti sia da non professionisti. È inoltre attivo un programma di formazione per insegnanti e numerosi docenti in Europa insegnano secondo i principi della Complete Vocal Technique.

Che cos’è la Complete Vocal Technique?

La Complete Vocal Technique (CVT) è un metodo internazionale per l’insegnamento della voce.

La CVT è articolata in quattro principi fondamentali. Combinando tra loro gli elementi appartenenti a questi principi, i cantanti possono produrre le sonorità desiderate.

Questo sistema consente inoltre di individuare e correggere problemi ed errori specifici senza dover necessariamente modificare quegli aspetti della produzione vocale dei quali il cantante è già soddisfatto.

Ma che cosa significa esattamente? E quali sono questi quattro principi fondamentali?

Il concetto di base può essere riassunto così:

Secondo la Complete Vocal Technique, tutti i suoni hanno pari dignità e possono essere prodotti in maniera sana.

Purché il cantante rispetti alcuni principi fondamentali, è quindi possibile produrre qualsiasi suono desiderato senza danneggiare la voce.

I quattro principi fondamentali sono:

  • Tre principi generali (3 Overall Principles)
  • Modalità vocali (Vocal Modes)
  • Colore del suono (Sound Colour)
  • Effetti (Effects)

I tre principi generali sono:

  • Sostegno (Support)
  • Twang necessario (Necessary Twang)
  • Evitare di protrudere la mandibola e di irrigidire le labbra

Il sostegno (support) consiste nel contrastare la naturale tendenza a rilasciare l’aria dai polmoni durante il canto. In pratica, l’attivazione della muscolatura del tronco e dell’area addominale permette al cantante di regolare e controllare la pressione espiratoria. Nella Complete Vocal Technique, il sostegno viene considerato particolarmente importante anche nella produzione delle note acute.

Il twang necessario (necessary twang) riguarda una particolare configurazione del tratto vocale che contribuisce a rendere la produzione più efficiente e sonora, evitando un’emissione eccessivamente soffiata. Nel sistema CVT il twang riguarda soprattutto il restringimento dell’area epilaringea/imbuto epilaringeo.

Infine, secondo la CVT, evitare di spingere in avanti la mandibola e di irrigidire le labbra contribuisce a rendere la produzione del suono più libera e funzionale.

Modalità, colori ed effetti nella CVT

Partendo da questi principi, la Complete Vocal Technique propone al cantante di scegliere tra quattro modalità vocali (modes), che possono essere considerate come differenti “marce” o configurazioni della voce. Queste modalità sono organizzate secondo la quantità di componente “metallica” presente nel suono, procedendo da quella che ne contiene meno a quelle caratterizzate dalla maggiore presenza di “metallo”.

Le quattro modalità vocali sono:

  • Neutral – priva di componente metallica;
  • Curbing – caratterizzata da una certa quantità di componente metallica; può essere utilizzata, per esempio, nell’R&B;
  • Overdrive – modalità completamente metallica, utilizzabile, per esempio, nel rock;
  • Edge – anch’essa una modalità completamente metallica, ma caratterizzata da un suono più tagliente, penetrante e vicino, in alcuni casi, a una qualità “urlata”.

Una volta scelta la modalità vocale, secondo la Complete Vocal Technique il cantante può modificare il colore del suono (sound colour), rendendolo più chiaro o più scuro in relazione al risultato timbrico che desidera ottenere.

Il cantante può intervenire sul colore della voce modificando diverse strutture e configurazioni dell’apparato vocale, per esempio attraverso la posizione della laringe o la forma e la posizione della lingua.

Infine, se lo desidera, il cantante può aggiungere alla propria emissione differenti effetti vocali (effects). Può utilizzare, per esempio, la distorsione (distortion) oppure una rottura/interruzione vocale (vocal break).

Gli insegnanti di CVT lavorano con gli allievi per aiutarli a raggiungere il risultato sonoro più vicino alle loro preferenze artistiche. In generale, l’obiettivo dell’insegnante di Complete Vocal Technique è aiutare il cantante a individuare e produrre la sonorità desiderata.

In questo senso, è l’allievo a rappresentare il principale punto di riferimento nella scelta del risultato sonoro che vuole ottenere.

L’obiettivo della Complete Vocal Technique

Che cos’è, dunque, la Complete Vocal Technique?

Come suggerisce il nome stesso, si tratta di un approccio globale alla tecnica vocale che mira a fornire al cantante gli strumenti necessari per controllare consapevolmente i diversi aspetti della propria voce.

Quali sono i suoni della Complete Vocal Technique?
La CVT classifica le diverse produzioni sonore in specifiche modalità e insegna ai cantanti come realizzarle in maniera funzionale e sicura, prestando attenzione alla preservazione della salute vocale.

La Complete Vocal Technique mira quindi ad aiutare i cantanti a produrre le sonorità vocali desiderate salvaguardando, al tempo stesso, la salute della voce.

Secondo i principi della CVT, rispettando i quattro principi fondamentali, il cantante può esplorare e produrre un’ampia gamma di sonorità senza danneggiare la propria voce.

L’obiettivo finale della CVT è dunque aiutare gli allievi a comprendere e controllare consapevolmente gli strumenti espressivi e le possibilità sonore a loro disposizione, così da poter scegliere intenzionalmente le caratteristiche della propria produzione vocale in funzione delle esigenze artistiche e stilistiche.

Confronto tra le tecniche di canto

Quando si confrontano differenti tecniche di canto, può essere facile respingere un determinato concetto o termine semplicemente perché appare insolito, poco familiare o persino bizzarro. Alcuni termini relativi alla tecnica vocale che inizialmente possono sembrare estranei, con il tempo e con una maggiore conoscenza dei diversi metodi diventano più comprensibili.

È molto importante mantenere un atteggiamento aperto nei confronti delle differenti tecniche e dei diversi approcci al lavoro sulla voce. Ciascuna delle tecniche vocali discusse presenta principi e strumenti che possono risultare utili.

Tuttavia, alcuni approcci possono essere più adatti di altri alle caratteristiche, alle necessità e agli obiettivi di uno specifico allievo.

Tecnica vocale: come scegliere quella più adatta

Alcune delle tecniche analizzate, come Estill Voice Training e Complete Vocal Technique (CVT), offrono numerosi strumenti per la produzione e il controllo di differenti qualità ed effetti vocali.

Lo Speech Level Singing (SLS), invece, mira soprattutto alla costruzione di un suono equilibrato e omogeneo lungo l’intera estensione vocale dell’allievo.

Nello SLS viene attribuita una notevole importanza alla connessione e al passaggio tra i registri vocali. Nell’Estill Voice Training e nella Complete Vocal Technique, invece, il concetto tradizionale di registro non occupa la stessa posizione centrale all’interno del sistema teorico e didattico.

Ciò che viene considerato problematico o desiderabile può quindi cambiare a seconda dell’approccio utilizzato. Una rottura vocale (vocal break), per esempio, è generalmente considerata indesiderabile nello SLS, mentre in altri sistemi determinate discontinuità o modificazioni della qualità vocale possono essere utilizzate intenzionalmente come risorse espressive. Nella CVT, ad esempio, il vocal break può essere trattato come un vero e proprio effetto vocale.

Allo stesso modo, aspetti come il twang, il belting, il mix e la gestione delle diverse qualità vocali assumono significati e funzioni differenti a seconda del metodo adottato.

Qual è la tecnica vocale più difficile da imparare?
Non esiste una risposta valida per tutti. Molti cantanti trovano particolarmente impegnativi il belting e la gestione della mixed voice, ma il livello di difficoltà dipende notevolmente dalle caratteristiche naturali della voce, dalle abitudini vocali precedentemente acquisite e dagli obiettivi artistici del cantante.

Alcuni cantanti possono incontrare maggiori difficoltà nell’apprendimento delle tecniche proprie del canto classico, mentre altri possono trovare più complessa la gestione delle sonorità richieste dagli stili contemporanei.

Quale tecnica di canto è più adatta?

La domanda fondamentale da porsi è: quale risultato si desidera ottenere?

Lo Speech Level Singing può essere particolarmente adatto a un allievo che desidera ottenere la massima funzionalità possibile dalla propria estensione e sviluppare una maggiore continuità nella produzione vocale. Se, per esempio, risulta difficile raggiungere le note acute senza ricorrere al falsetto, alcuni degli strumenti proposti dallo SLS possono risultare utili.

L’Estill Voice Training può essere particolarmente interessante per i cantanti che desiderano acquisire una maggiore consapevolezza dei meccanismi coinvolti nella produzione della voce cantata e parlata. Grazie all’attenzione dedicata all’analisi e al controllo delle differenti strutture coinvolte nella fonazione, l’allievo può sviluppare una conoscenza più approfondita del proprio strumento e delle differenti possibilità di coordinazione vocale.

La Complete Vocal Technique, invece, può risultare particolarmente interessante per un cantante che possiede già una buona funzionalità vocale e desidera ampliare il proprio repertorio di strumenti stilistici, timbrici ed espressivi. Le modalità, i colori e gli effetti previsti dalla CVT consentono infatti di esplorare numerose possibilità sonore in funzione delle esigenze interpretative e performative.

Quale tecnica utilizza Beyoncé? E quali tecniche utilizzava Michael Jackson?

In realtà, molti artisti professionisti combinano elementi provenienti da differenti tradizioni e approcci alla vocalità, piuttosto che utilizzare esclusivamente un unico metodo codificato.

Beyoncé è nota, tra le altre caratteristiche, per un belting potente, per l’agilità vocale e per l’utilizzo di runs e melismi riconducibili alle tradizioni gospel e R&B. Michael Jackson sviluppò invece una vocalità estremamente personale, caratterizzata dalla combinazione di emissioni vicine alla voce parlata, differenti effetti vocali e un notevole controllo delle diverse qualità e coordinazioni della voce.

Le possibilità sono quindi estremamente ampie.

Un’ultima considerazione sulla tecnica vocale

In definitiva, uno degli aspetti più importanti per ottenere risultati nello studio della tecnica vocale è la costruzione di una relazione positiva e funzionale con l’insegnante di canto.

Se il rapporto tra allievo e insegnante non è fondato sulla fiducia, sull’ascolto reciproco e sull’interesse per le effettive necessità dell’allievo, il percorso di apprendimento può risentirne.

Per questo motivo può essere utile informarsi accuratamente sulla formazione, sulle competenze e sull’approccio didattico degli insegnanti di canto disponibili.

Anche gli insegnanti hanno la responsabilità di mantenersi aggiornati sulle differenti tecniche vocali e di comprendere in che modo ciascun approccio possa essere utile ai propri allievi.

In alcuni casi ciò può significare anche riconoscere che un altro insegnante, dotato di competenze specifiche in un determinato ambito, possa rispondere meglio alle esigenze di un particolare studente. Se questa scelta favorisce il percorso e lo sviluppo dell’allievo, dovrebbe essere considerata parte integrante di una didattica responsabile e consapevole.

Sonamò Academy

Sonamò Academy è un centro di studi musicali e cantoterapia a Roma. Fondata dall'insegnante di canto e musicoterapeuta Giovanna Bussandri, la Sonamò Academy offre corsi professionali di canto, songwriting, formazione per insegnanti, musicoterapia, cantoterapia, masterclass di canto lirico, jazz e pop-rock. La Sonamò Academy collabora inoltre con numerosi partner italiani ed internazionali come il portale di divulgazione scientifica PsicoMusica.it, The SongLab.co.uk, la galleria d'arte Quadrarum Art Gallery, l'Accademia di Songwriting online Scriverecanzoni.com oltre a numerosi teatri a Roma.